L’imprenditore che non investe nella formazione dei venditori sta tassando sé stesso

Formazione venditori: Cristina De Martinis con il testo il costo della mediocrita non compare a bilancio, compare nei risultati

Ogni tanto sento una frase sulla formazione venditori che mi fa capire immediatamente il livello di maturità imprenditoriale di chi ho davanti.

Ed è questa: “Io la formazione ai venditori non la pago. Se vogliono crescere, se la paghino da soli.”

La cosa interessante è che questa frase viene pronunciata con la convinzione di chi pensa di stare facendo una scelta intelligente.

In realtà sta facendo esattamente il contrario. Perché il problema nasce da una domanda sbagliata.

L’imprenditore si chiede:

“Perché dovrei investire dei soldi per far crescere una persona che potrebbe andarsene?”

La domanda corretta, invece, è un’altra.

“Quanto denaro sto perdendo ogni giorno perché quella persona non è ancora abbastanza preparata?”

Sono due prospettive completamente diverse.

La formazione venditori non è un benefit

Molti imprenditori vivono la formazione come se fosse un premio. Come se stessero facendo un favore al collaboratore.

Ma un venditore formato non produce un vantaggio economico principalmente per sé stesso. Produce un vantaggio economico per l’azienda.

Se migliora del 10% il suo tasso di conversione… chi fattura di più? L’azienda.

Se impara a gestire meglio le obiezioni… il venditore. Ma chi incassa di più? L’azienda.

Se riduce gli sconti… chi aumenta i margini? L’azienda.

Il ritorno economico della formazione non è del dipendente. È dell’imprenditore.

Il costo invisibile dell’ignoranza

Ogni imprenditore guarda il costo del corso. Quasi nessuno guarda il costo della mancata formazione.

  • Una trattativa gestita male.
  • Un cliente perso.
  • Un preventivo accettato dal concorrente.
  • Uno sconto concesso inutilmente.
  • Una vendita chiusa con margini inferiori.

Questi costi non finiscono nel bilancio con la voce “formazione mancata”. Il fatto è che non li vedi. Ma esistono. E spesso valgono decine di volte il prezzo di qualsiasi percorso formativo — secondo alcuni dati sul ROI della formazione aziendale, i dipendenti formati esprimono circa il 10% in più di volontà di restare in azienda, con un impatto diretto sui costi di turnover.

L’errore è che il costo della formazione è visibile. Il costo dell’incompetenza è distribuito nel tempo. Per questo sembra non esistere.

“Allora assumo persone già formate”

È l’obiezione che sento subito dopo. Ed è qui che emerge un’altra convinzione profondamente sbagliata.

Come se esistesse un mercato pieno di venditori eccellenti, pronti ad aspettare la chiamata dell’azienda.

La realtà è diversa. I venditori veramente forti stanno già lavorando. Spesso stanno già guadagnando bene. Sono inseriti in aziende che investono su di loro.

Per convincerli a cambiare non basta offrire qualche migliaio di euro in più.

Serve un progetto.

Serve leadership.

Serve una cultura.

Serve dimostrare che continueranno a crescere.

Perché i migliori talenti non cercano semplicemente uno stipendio. Cercano un ambiente che li renda ancora migliori.

Un’altra convinzione pericolosa è quella del talento naturale.

“Cerco uno nato per vendere.”

Certo, alcune persone partono avvantaggiate.

Ma dopo quattordici anni passati a costruire reti vendita, posso dire una cosa con assoluta tranquillità: nessuno nasce venditore.

Nessuno nasce venditore

Le migliori reti vendita che ho visto non erano composte dalle persone più talentuose. Erano composte dalle persone che ricevevano più allenamento.

La vendita è una competenza. E come ogni competenza migliora con metodo, feedback, pratica e formazione continua — è proprio la formazione venditori a fare la differenza nel tempo, non il talento di partenza. Esattamente come succede nello sport.

Nessun imprenditore pretenderebbe che un atleta olimpico si allenasse da solo. Poi però pretende che un venditore migliori senza alcun investimento.

L’investimento che cambia tutto

C’è un momento preciso in cui un imprenditore smette di ragionare da piccolo imprenditore e inizia a ragionare da costruttore di aziende. Succede quando capisce una cosa.

Le persone non sono un costo da comprimere. Sono l’unico asset capace di moltiplicare il fatturato.

Macchinari, software e processi aiutano. Ma alla fine sono sempre le persone a generare risultati.

Ogni euro investito per aumentare la qualità delle persone aumenta il valore dell’intera azienda. Ed è proprio questo il punto che molti non vedono.

La formazione venditori non serve a fare un favore ai collaboratori. Serve ad aumentare il valore dell’impresa.

Ogni giorno che rimandi quell’investimento, stai scegliendo di continuare a pagare il costo della mediocrità.

E quello, quasi sempre, è il costo più alto di tutti.

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